dall’ 8 al 18 GIUGNO 2026 (11gg/9 notti)

Un paese affascinante ed avvolto nel mistero, forse proprio perché ancora poco toccato dal turismo di massa. La Mongolia, situata tra Russia e Cina, occupa un territorio vastissimo e apparentemente senza fine. Ospita una grande varietà di ecosistemi, con l’unica eccezione dell’ambiente marino: qui si alternano deserti sconfinati, laghi limpidi e montagne imponenti. Un vero spettacolo non solo naturale, ma anche storico e culturale, che potrete vivere in prima persona grazie a questa proposta di viaggio. Un’occasione imperdibile per esplorare la “terra del cielo blu”, dove il cielo resta sereno per ben 257 giorni all’anno.
MONGOLIA: DESERTO, MONTAGNE E LAGHI, IN UN UNICO PAESE
Ci troviamo nel cuore dell’Asia centrale, in quello che è il secondo stato più vasto del continente e, al contempo, uno dei meno popolati al mondo: la Mongolia è una terra di forti contrasti, panorami suggestivi e culture antiche tutte da scoprire. La sua storia millenaria, legata al mito di Gengis Khan, e la spiritualità profonda ancora viva nei monasteri rendono questo paese un luogo davvero unico. Il territorio mongolo si può suddividere in tre grandi regioni, da nord a sud: le montagne coperte di foreste, la steppa sconfinata e il deserto del Gobi. Proprio quest’ultimo merita una menzione speciale. Il suo nome deriva dal termine mongolo “GOBI”, che significa “LUOGO SENZA ACQUA”. Situato nella parte meridionale del paese, il Gobi è ben diverso dall’immagine classica di deserto: gran parte della sua superficie è costituita da rocce e non da sabbia. Tra i suoi paesaggi più spettacolari ci sono le formazioni granitiche di Adatsaag, a circa tre ore dalla capitale Ulan Bator, le Flaming Cliffs, che ricordano un Grand Canyon in miniatura, e le Khongoryn Els, maestose dune di sabbia che si estendono per oltre 12 chilometri, offrendo lo scenario desertico che possiamo tranquillamente immaginare. Un viaggio in Mongolia è un’esperienza unica, immersiva e lontana dai circuiti turistici di massa. Paesaggi sconfinati, cultura nomade autentica, spiritualità buddhista e un senso profondo di libertà. Natura selvaggia: steppe infinite, deserti (come il Gobi), montagne Altai e laghi cristallini. Una terra come poche. Un’avventura come nessun’altra. Un viaggio in un mondo senza tempo, incontaminato e suggestivo. Un viaggio dove ogni orizzonte racconta una storia. Ogni momento di questo viaggio sarà un incontro: con la cruda vastità del Gobi, con i paesaggi che ridefiniscono la bellezza, con la storia che ha plasmato gli imperi e con il ritmo tranquillo, ma profondo, della vita dei nomadi in una delle ultime frontiere selvagge del pianeta.

ULAAN BAATAR, BAGA GAZRIN CHULUU, TSAGAAN SUVARGA, YOLYN AM, KHONGORYN ELS, BAYANZAG, ONGIIN, KHARKHORIN

Il Paese non presenta particolari difficoltà, ma richiede uno spirito di avventura e adattamento. Al di fuori della capitale (Ulan Bator), non ci sono hotel tradizionali; l’alloggio avviene nei campi tendati, nelle tipiche GHER MONGOLE, con servizi igienici condivisi all’esterno. Le tende sono riscaldate da stufe a legna, mentre elettricità e acqua calda provengono da generatori autonomi. Nella capitale, i pasti sono serviti in buoni ristoranti, ma fuori città l’alimentazione è piuttosto monotona, composta principalmente da zuppa di verdure, insalata e carne. Le strade asfaltate sono limitate alla città; nel resto del Paese, le vie sono sterrate e spesso sconnesse, richiedendo spostamenti in jeep o minivan 4×4. In caso di pioggia abbondante, si rischia di rimanere impantanati; secco, invece, solleva polvere. Le guide locali sono generalmente cordiali, ma non sempre professionali.

PROPOSTA DI VIAGGIO

08.06.2026 VENEZIA/ISTANBUL
Convocazione in tempo utile all’aeroporto di Venezia (possibilità di partenza da altri aeroporti), in tempo utile per il decollo del volo delle 09.20 via Istanbul per Ulan Baatar, la capitale. Pasti e pernottamento a bordo.

09.06.2026 ISTANBUL /ULAAN BAATAR
Pranzo in ristorante
Arrivo di primo mattino a Ulaan Baatar. Pratiche doganali, incontro con la guida e trasferimento in città. Mattinata di riposo. Nel pomeriggio inizio delle visite nella capitale: il MONASTERO BUDDHISTA DI GANDAN, cuore pulsante del buddhismo tibetano in Mongolia, dove passato, presente e futuro della Mongolia convivono in suggestiva armonia. Visita del MUSEO NAZIONALE DELLA MONGOLIA, della PIAZZA SUKHBAATAR e del NUOVO MUSEO DI GENGIS KHAN. Cena libera.
Sistemazione prevista: Categoria Superior Novotel o similare.

IN MONGOLIA fuori dalla capitale Ulaan Baatar, si dorme in campi di Gher organizzati per il turismo. Le tende sono costruite come quelle usate dai nomadi, e dispongono di letti comodi. Generalmente si dorme in 4 persone per tenda. Nei campi turistici esiste inoltre una struttura centrale separata dal resto delle tende, che viene adibita a ristorante. Sono previste strutture con docce, toilettes e lavandini. Non esistono però dei bagni privati, piccolo o grosso sacrificio che si deve fare, per poter visitare le terre di Gengis Khan e gli straordinari cieli azzurri della Mongolia. LA YURTA, O GHER, è un simbolo di tradizione e connessione con la natura, rappresentando l’antica arte dell’abitare nomade dei popoli dell’Asia Centrale. Questa struttura versatile ha radici profonde nella storia della Mongolia ed è molto più di una semplice dimora: è un santuario di cultura e uno spazio accogliente che si adatta alla vita nomade. Costruita con materiali naturali, la Yurta unisce tradizione e praticità, offrendo un’esperienza unica a chi la visita. Chiamata Gher dai nomadi mongoli e Yurte nel termine russo, è una tenda circolare che viene montata dopo aver sistemato il mobilio sui tappeti che rivestono il terreno. Rivestite di feltro, le Gher proteggono dal freddo, dalla pioggia e dai forti venti delle steppe. La loro forma a cupola ricorda gli igloo, e l’apertura rotonda sulla sommità della tenda, chiusa di notte per tenere lontani gli spiriti maligni, simboleggia la finestra sull’universo.

10.06.2026 ULAAN BAATAR/BAGA GAZRIN CHULUU (260 KM)
Pensione completa
In mattinata si viaggerà lungo la provincia di DUNDGOBI. La sosta è prevista a BAGA GAZRIN CHULUU, per ammirare una suggestiva regione rocciosa che si erge maestosa sulla steppa. La zona è abitata da numerosi animali selvatici e fu sede di un importante Monastero buddhista. Tempo a disposizione per passeggiate alla ricerca di caverne, sorgenti, rovine, panorami.
Sistemazione nel Campo tendato Erdene Ukhaa a Baga Gazriin Chuluu (GHER CON BAGNO).

PARCO NAZIONALE DI BAGA GAZRYN CHULUU, (o Baga Gazriin Chuluu) è un’area protetta situata nel deserto della Mongolia centrale, nota per le sue insolite formazioni rocciose granitiche. Si trova a circa 250 km a sud di Ulaan Baatar ed è una popolare destinazione turistica. Il parco è famoso per le sue imponenti formazioni rocciose di granito, scolpite dal vento e dall’erosione nel corso dei millenni. Si trova in una zona desertica, con ampie distese di pianure e qualche vegetazione rara. Nonostante la natura arida, il parco ospita una varietà di animali selvatici, come leopardi delle nevi e altri, anche se è più facile individuare le loro tracce che vederli.

11.06.2026 BAGA GAZRIN CHULUU/TSAGAAN SUVARGA (255 KM)
Pensione completa
In mattinata, proseguimento in direzione del DESERTO DEL GOBI fino a TSAGAAN SUVARGA (che vuol dire Stupa Bianca in mongolo), dove si potranno ammirare le spettacolari formazioni rocciose dalle forme surreali ed il cui colore cambia con il passare delle ore. Osserviamo i tanti aspetti di questo strano DESERTO DEL GOBI, al quale si addice più il termine di ECOSISTEMA molto complesso. Ad ogni passo, lo scenario si trasforma e cambiano i colori: la steppa lascia il posto alle dune, le rocce alla sabbia, il gelo al caldo, i cammelli che hanno preso il posto degli storici dinosauri. Sulle pareti rocciose dei canyon si può ammirare una danza di colori, disposti a fasce sfumate di tonalità calde e fredde. Sistemazione nel Campo tendato Tsagaan Suvarga (Gher senza bagno).

12.06.2026 LA VALLE DI YOL AM (275 KM)
Pensione completa
In mattinata, proseguimento per YOL AM, sulle montagne di GOBI GURVAN SAIKHAN: una spettacolare e lunghissima gola verde scavata da un fiume nel cuore del deserto. Possibilità di avvistare aquile, avvoltoi, stambecchi e altri animali rari del deserto. Sistemazione in campo tendato.
Sistemazione Categoria Superior Campo tendato Gobi Mirage a Dalanzadgad (Gher con bagno) o similare.

VITA SELVATICA DI YOLYN AM
Immersa tra le montagne Gurvan Saikhan, la VALLE DI YOLYN AM accoglie i visitatori con la sua impressionante bellezza. Conosciuta come Valle dell’Avvoltoio o Valle dell’Aquila, è una vera galleria naturale. Prende il nome dal maestoso LAMMERGEIER, o avvoltoio barbuto, simbolo della resilienza della vita di fronte ai climi rigidi. Questo avvoltoio del vecchio mondo volteggia nei cieli, conferendo alla valle una sensazione di selvaticità senza tempo.
Il campo di ghiaccio di Yolyn Am presenta un netto contrasto con l’ambiente arido circostante, creando un puzzle naturale che incuriosisce scienziati e viaggiatori. Le scogliere e i crepacci della gola sono rifugio per una vasta gamma di animali, rendendola una destinazione privilegiata per l’avvistamento della fauna. Gli avvoltoi barbuti, con le loro impressionanti aperture alari, gli stambecchi che scalano le ripide pareti rocciose e le pecore selvatiche che pascolano alle quote piùalte sono solo alcune delle meraviglie osservabili. Inoltre, il leopardo delle nevi si muove liberamente nel terreno accidentato della valle. Gli amanti del birdwatching possono ammirare la diversità degli abitanti di Yolyn Am, compresi uccelli rari come la beccaccia di neve dell’Altai e la liana delle pareti, che aggiungono sprazzi di colore e melodia al paesaggio. Il Lammergeier, noto anche come Gipeto, ha un’apertura alare che può raggiungere i 3 metri e si distingue per la sua coda a forma di cuneo e il colore dorato sotto il mento. Questo grande avvoltoio cerca carcasse di animali nel canyon di Yolyn Am. È specializzato nel mangiare ossa, che porta in volo e lascia cadere da grandi altezze per romperle e mangiarne il midollo. La catena montuosa dell’Altai, che si estende fino alla Cina, offre un habitat ideale per questo rapace.

13.06.2026 DESERTO DEL GOBI/LE DUNE DI KHONGOR (156 KM)
Pensione completa
Oggi, percorrendo circa 100 km di piste in direzione sud-ovest, si raggiungeranno le spettacolari DUNE DI SABBIA DI KHONGOR, conosciute come ‘THE RINGING DUNES’ per i particolari effetti sonori del vento. Arrivo nel primo pomeriggio. A fine pomeriggio, possibilità di scalare a piedi alcune delle dune più alte (l’ascensione dura circa un’ora, è faticosa ma fattibile per chiunque), per godere di uno dei tramonti più spettacolari. Sistemazione in villette di legno (stile dacia russa, due letti ciascuna) con servizi privati ed elettricità, all’interno del campo tendato Gobi Erdene (casetta con bagno).

IL DESERTO DEL GOBI si estende per un terzo della superficie del paese e, per una parte, nei territori della Cina del Nord. Il Gobi, contrariamente al concetto di deserto, è formato principalmente da terreni aridi e sassosi ricoperti da arbusti e le dune di sabbia rappresentano solamente il 3% della sua superficie. Le temperature nel Gobi area superano i 40 °C in estate e raggiungono i -40 °C in inverno, mentre in primavera le tempeste di sabbia la fanno da padrone. La pioggia, molto rara in queste zone, cade ogni due o tre anni. La leggenda vuole che il Gobi sia stato creato dal passaggio degli eserciti di GENGIS KHAN, ma in realtà i numerosi fossili che lo costituiscono, testimoniano la presenza nella preistoria di un vasto mare. Negli anni ’20 l’avventuriero americano Roy Chapman Andrews e la sua squadra riportò alla luce oltre 100 dinosauri, tra cui il Protoceratops andrewsi, il Tirannosauro Rex e numerosi Velociraptor. In seguito, altre numerose spedizioni ritrovarono altri fossili di dinosauro. Si ritiene che questi mastodontici animali, dominatori incontrastati dell’era Cretacea (70 milioni di anni fa), venissero sorpresi durante le loro azioni di vita quotidiana da tempeste di sabbia o da crolli di dune, oppure che una volta morti, venissero rapidamente coperti da uno strato di sabbia e roccia che li fossilizzava, ciò ha permesso il loro ritrovamento in buono stato di conservazione nei giorni nostri.
LE DUNE DI KHONGOR (KHONGORYN ELS), sono conosciute anche come “Le dune cantanti” ed occupano un’area di circa 150 chilometri di lunghezza per una decina di chilometri di larghezza, alcune delle quali arrivano fino a 800 metri di altezza. Sono più alte e più spettacolari della Mongolia e tra le mete più visitate del paese per la spettacolarità del contesto ambientale.

14.06.2026 BAYANZAG (140 KM)
Pensione completa
Giornata interamente dedicata alla magia del deserto. Ultime ore a disposizione sulle DUNE DI KHONGOR ed a seguire partenza in direzione nord-est (140 km) verso BAYANZAG, pittoresca zona di deserto roccioso, con sabbia rossa, nota anche come ‘IL DESERTO DEI DINOSAURI’ (che popolarono la zona circa 70 milioni di anni fa). Sistemazione nel campo tendato, con servizi in comune. Visita del sito di Bayanzag al tramonto.
Sistemazione prevista: Categoria Superior Campo tendato Mongolo Gobi a Bayanzag (Gher con bagno)

BAYANZAG O LE SCOGLIERE DI FUOCO (LE FLAMING CLIFFS), si stagliano come un monumento. Le loro pareti incandescenti non sono solo spettacolari: custodiscono un mondo scomparso, congelato in milioni di anni di roccia e silenzio. Queste fenditure rossastre nel deserto del Gobi non sono un semplice paesaggio da fotografare: costituiscono un palcoscenico geologico dove i dinosauri hanno vissuto, lottato, covato le loro uova. E da questo punto, gli scienziati hanno riscritto la storia della vita sul nostro pianeta.

15.06.2026 BAYANZAG/ONGI (230 KM)
Pensione completa
Seconda visita del SITO DI BAYANZAG alla luce dell’alba, quindi visita ad una foresta di arbusti del deserto. Proseguimento verso nord (140 km), per raggiungere la zona della GRANDE PRATERIA MONGOLA. Sosta alle spettacolari rovine del MONASTERO DI ONGI, nel deserto, rovine che creano un effetto scenografico straordinario.
Sistemazione prevista: Categoria Superior Campo tendato Secret of Ongi (Gher senza bagno)

Il MONASTERO DI ONGI è uno dei più grandi monasteri della Mongolia. Fondato nel 1660, consisteva in due complessi di templi situati a nord e a sud del fiume Ongi Gol. Il complesso meridionale, il più antico, era composto da vari edifici amministrativi e undici templi, mentre il complesso settentrionale contava diciassette templi. Il parco ospitava anche alcune università buddiste. Tuttavia, nel 1939, sotto il regime di Khorloogiin Choibalsan, presidente e leader del Partito Comunista della Mongolia, il monastero fu completamente distrutto. Oltre 200 monaci furono uccisi e molti dei sopravvissuti furono imprigionati o costretti ad arruolarsi nell’esercito comunista. Oggi, lungo il fiume e sulle colline circostanti, è possibile vedere numerose rovine, tra cui un alto stupa. Negli anni ’90, si decise di ricostruire il monastero. Oggi possiamo ammirare un primo tempio e un museo all’interno di una gher.

16.06.2026 ONGII/KHARKHORIN (270 KM)
Pensione completa
Si riprende il viaggio verso KHARKHORIN (270 km a nord di Ongii), ed avremo occasione di ammirare il paesaggio che dalla landa desolata semidesertica del Gobi si trasforma, via via nella prateria sconfinata.
Prima sosta nella VALLE DI ORKHON per ammirare alcuni panorami di grande suggestione. Pranzo in ristorante lungo il percorso. Proseguimento per KHARKHORIN. Sistemazione prevista: Categoria Superior Campo tendato Torgonii zam (gher con bagno)

KHARKHORIN, anche chiamata KARAKORUM, città situata nella provincia di Ovorkhangai, è stata la capitale dell’Impero mongolo nel XIII secolo e ospita una serie di importanti siti storici e culturali. Kharakhorum ha un bel Museo che ospita una vasta gamma di artefatti, tra cui manoscritti buddisti, monete, armi tradizionali mongole e ceramiche. La città si trova anche vicino al PARCO NAZIONALE HUSTAI, famoso per i cavalli selvatici Przewalski, e si trova vicino alle MONTAGNE DEL KHANGAI, con splendide valli, montagne e cascate.

17.06.2026 KHARKHORIN/ULAAN BAATAR (365 KM)
Prima colazione e pranzo
Visita del MONASTERO BUDDHISTA ERDENE ZUU (edificato sul sito dove sorgeva la prima capitale di Gengis Khan), il più antico e meglio conservato della Mongolia. Nel pomeriggio, rientro ad Ulaan Baatar. Pranzo in corso di visita. Cena libera.
Sistemazione prevista: Categoria Superior Novotel o similare

ERDENE ZUU: è un Monastero Buddista, il primo costruito in Mongolia.
Fondato nel 1585, l’Erdene Zuu è stato distrutto e ricostruito molte volte, ma alcune delle sue antiche murature e torri originali sono ancora visibili. La struttura è stata adibita a museo durante il periodo comunista e la maggior parte delle sculture e delle statue buddiste sono ancora conservate all’interno del complesso.

18.06.2026 ULAAN BAATAR/ITALIA
Trasferimento in aeroporto e partenza per l’Italia. Volo diurno. Arrivo in serata in Italia via Istanbul.
TK237 18JUN25 UBNIST 0850 1300 TK1869 18JUN25 ISTVCE 1720 1855

PRENOTAZIONI CON FOTOCOPIA DEL PASSAPORTO ENTRO L’11 DICEMBRE 2025
E COMUNQUE FINO A POSTI DISPONIBILI nelle Gher e sui voli aerei opzionati

TARIFFE AEREE
Calcolate secondo le tariffe in vigore alla data d’offerta, soggette a riconferma e disponibilità all’atto della prenotazione. La quotazione è per passeggeri adulti. Le tasse aeroportuali potranno subire variazioni da parte del vettore, fino all’emissione dei biglietti stessi.

SERVIZI A TERRA
Calcolati secondo le tariffe in vigore alla data d’offerta, soggetti a riconferma e disponibilità all’atto della prenotazione. Quote espresse in EURO, NESSUN ADEGUAMENTO VALUTARIO

NOTE
Eventuali variazioni di qualsiasi elemento o parametro della presente proposta sopra indicati potranno comportare modifiche alla Quota di Partecipazione. I costi potranno inoltre subire revisione in conseguenza della variazione del costo del trasporto, delle polizze assicurative delle compagnie aeree (security surcharge), del carburante (fuel surcharge), delle tasse aeroportuali, del tasso di cambio applicato. Il programma definitivo sarà consegnato prima della partenza

PER RAGIONI TECNICO-ORGANIZZATIVE IL TOUR POTRA’ SUBIRE DELLE VARIAZIONI NELLO SVOLGIMENTO PUR MANTENENDO INALTERATO IL CONTENUTO DELLO STESSO

DOCUMENTI, si precisa che il titolare è responsabile della loro validità e l’agenzia organizzatrice non potrà mai essere ritenuta responsabile di alcuna conseguenza (mancata partenza, interruzione del viaggio, etc.) addebitabile a qualsivoglia irregolarità degli stessi. Anche i minori devono avere la propria Carta di Identità o Passaporto. È bene, in ogni caso, consultare il sito www.poliziadistato.it/arti- colo/1087-passaporto/ per informazioni su aggiornamenti e variazioni relative ai documenti che permettono l’ingresso nei vari paesi in programmazione. Programma non predisposto alla diffusione.

INFORMAZIONI IN BREVE
MONGOLIA

Nome completo: Mongolia, repubblica parlamentare in transizione dal comunismo
Capitale: Ulaan Baatar
Superficie: 1.565.000 kmq
Lingua: Mongolo (uff.), turco, russo e cinese
Religione: 96% buddhista tibetana (in particolare lamaista), 4% musulmana, sciamanica, cristiana
Forma di governo: repubblica parlamentare

Informazioni
La Mongolia è il più grande stato del mondo senza accesso al mare. Nonostante i suoi 1.565.000 chilometri quadrati, ha la più bassa densità di abitanti al mondo, con una popolazione di circa 2,9 milioni di persone. La capitale è Ulan Bator, che è anche il centro urbano più grande e popoloso del Paese (ospita circa il 38% della popolazione).

Geografia
Con un territorio di oltre 1.500.000 chilometri quadrati, la Mongolia è il diciannovesimo Paese del pianeta per estensione territoriale. Questa area ospita inoltre la maggiore estensione mondiale di terreni selvaggi di tutto il mondo (foresta, steppa e deserto) e la maggior concentrazione di parchi protetti di tutta l’Asia. Un terzo della parte meridionale è dominato dal deserto del Gobi, che si distingue in una zona prettamente desertica e in una più stepposa. Dai punti di vista faunistico, la Mongolia ospita animali rari come l’orso del Gobi, il cervo rosso, la marmotta siberiana, topi delle piramidi, scoiattoli e castori, i leopardi delle nevi, le gazzelle e i Takhi.

Storia
La Mongolia fu abitata fin dall’antichità da popolazioni nomadi dedite all’allevamento e all’agricoltura: sono stati rinvenuti resti umani risalenti a circa 500mila anni fa. Rimasti per secoli divisi in diversi clan rivali, nel 1206 d.C. le varie popolazioni di stirpe mongola si unirono in un’assemblea generale per eleggere una guida comune. La scelta cadde Temujin, allora ventenne, che sarebbe passato alla storia come Genghis Khan, “Sovrano Universale”. Il condottiero riuscì a unificare le numerose etnie che coesistevano nel Paese, dando vita a un vero e proprio impero. Kublai Khan, nipote di Gengis Khan, portò a compimento la conquista della Cina. Alla metà del XIV secolo, il primo imperatore della dinastia Ming cacciò i mongoli da Pechino. Seguirono anni di declino segnati da guerre fra clan rivali. Nel XVII secolo, il Paese cadde sotto il dominio della dinastia cinese Manciù: il territorio fu suddiviso in due province cinesi, la Mongolia Interna ed Esterna.Nel 1911, alla caduta dell dinastia cinese Manciù, la Mongolia dichiarò la propria indipendenza e divenne un protettorato russo governato da una monarchia teocratica. Nel 1919 però la Cina occupò nuovamente il Paese. Le azioni di cinesi e russi non avevano fatto altro che alimentare nella popolazione locale una forte voglia di indipendenza. Nello stesso anno fu costituito il primo partito politico della storia nazionale, il Partito Popolare Mongolo, le cui milizie cacciarono dal Paese le residue truppe cinesi e quelle antibolsceviche con il sostegno dall’Armata Rossa. Il 26 novembre 1924 venne proclamata la Repubblica Popolare di Mongolia.Dal 1937 iniziò una stagione di lotte interne al partito: presero il via le purghe staliniste che trascinarono il Paese nell’incubo totalitarista. Nel 1945 con la conferenza di Jalta venne confermato l protettorato sovietico e nel 1946 la Repubblica Popolare Mongola venne riconosciuto dalla Cina. Con l’ingresso nelle Nazioni Unite, avvenuto nel 1961, la Mongolia riprese stretti rapporti politici ed economici con i sovietici. Dalla seconda metà degli anni Ottanta, con l’ascesa di Michail Gorbaciov alla guida dell’Unione Sovietica, prese a delinearsi anche in Mongolia un processo di democratizzazione, condotto da Jambyn Batmonkh. Il disfacimento dell’Unione Sovietica condusse giocoforza alla decolonizzazione del Paese: il processo culminò nel luglio del 1990 con le prime elezioni multipartitiche. I diversi governi che si sono susseguiti da allora, hanno cercato di attrarre investimenti esteri e promuovere una politica di riforme e privatizzazioni di matrice occidentale, direzione che non è servita a scongiurare l’espandersi di povertà e miseria.

Cultura
I Mongoli sono un popolo nomade, guerriero ed equestre, forgiato da elementi come la libertà di spostamento con le greggi, l’immutabilità dell’ambiente e la lotta contro i lupi. Questi fattori hanno plasmato un carattere umile, adattabile, libero e tenace.
L’Asia centrale, con la sua promiscuità di popoli nomadi, crea un caleidoscopio di etnie e tradizioni millenarie, mantenendo vive culture nomadi autentiche.
I Mongoli sono un popolo di sciamani e di mistici: il territorio mongolo è punteggiato dagli ovoo, altari di pietra e rami che segnano, secondo antiche mappe esoteriche, la presenza degli spiriti. Si crede che presso gli ovoo si riuniscano gli Spiriti della natura. I pastori nomadi invocano la protezione di queste potenze col dono di un sasso, di piccoli oggetti, denaro, sigarette o altro. Dallo sciamanesimo, si passa al buddhismo tantrico tibetano (o lamaismo). La preferenza mongola per il lamaismo è sicuramente determinata dalle componenti esoteriche e magiche del lamaismo stesso, che trovò un punto di contatto con lo sciamanesimo e con la figura dello sciamano, visto come stregone a cui affidarsi per la risoluzione di problemi di varia natura.

Clima
Il clima è continentale e freddo. Gli inverni, che durano da ottobre a marzo, sono molto rigidi (mediamente a – 20/25 gradi, con punte fino a 40 gradi sotto lo zero nella capitale e a –60 nella taiga). Da giugno ad agosto si ha il periodo più caldo con temperature che possono raggiungere anche i 35°C. Di notte, tuttavia, la temperatura può scendere notevolmente e nei mesi di luglio e agosto si può incappare in qualche violento acquazzone.

Viaggi e trasporti
L’unico aeroporto internazionale è l’Aeroporto Internazionale Chinggis Khaan di Ulan Bator, che effettua collegamenti con Corea del Sud, Cina, Giappone, Russia e Germania. MIAT Mongolian Airlines è la più grande compagnia aerea e fornisce voli nazionali e internazionali.
Il sistema stradale è in continua espansione. Le strade da Ulaanbaatar al confine russo e cinese, per la maggior parte, non risultano asfaltate.

Natura e storia in armonia
Spazi infiniti, natura incontaminata e storia millenaria: la Mongolia, ancora poco turistica, si schiude al visitatore con autentiche suggestioni che incantano il cuore. Al primo posto nel mondo per minore densità di popolazione e al secondo per vastità del territorio, questo immenso Paese vanta scenari diversi e ricchi di contrasti, in un’aura di leggenda e mistero. Un ambiente naturale selvaggio tra montagne e sconfinati altopiani stepposi, una grande varietà di fauna selvatica (con importanti allevamenti yak, cammelli e cavalli), antiche tradizioni popolari, una forte componente religiosa testimoniata da importanti monasteri e le storie affascinanti del leggendario condottiero Gengis Khan (che ha trasformato questa terra, seppure per un breve periodo, nell’impero più vasto della storia)… a ogni passo, a ogni sguardo e sotto ogni punto di vista la Mongolia suscita emozioni ataviche e profonde!

Documenti & info utili
Per l’ingresso in Mongolia sono necessari: il passaporto originale valido 6 mesi oltre la data di partenza.
Fino al 31/12/2025 c’e’ esenzione del visto

Aspetti sanitari
La qualità del servizio sanitario in Mongolia è bassa. Al di fuori della capitale è raro trovare personale medico e sanitario competente e in grado di comunicare in una lingua occidentale (la maggior parte dei medici sono di formazione russa). In ogni caso, le strutture ubicate nella capitale richiedono quasi sempre un pagamento immediato dei propri servizi. Data la difficoltà di reperimento di medicinali occidentali, vi suggeriamo di partire con una scorta adeguata alle vostre eventuali necessità. Al momento della stampa di questo catalogo, nessuna particolare vaccinazione è richiesta.

Acquisti
A UB ci sono grandi empori, e boutique dove si può trovare il meglio dell’artigianato mongolo. In particolare, segnaliamo: prodotti di cashmere e di lana di cammello, prodotti di pellame, vestiti tradizionali, copricapi e stivali tradizionali, scacchiere, strumenti musicali, pitture, rosari buddisti e mulini di preghiera, arredamento e vodka.

Mance, elettricità e misure
Ovunque in Mongolia, le mance sono ben accette. Consigliamo una media di 4 euro al giorno per persona per i viaggi di gruppo, e per i viaggi individuali di 7 euro al giorno per persona; l’importo totale andrà suddiviso fra guide, autisti, facchini e camerieri.
La corrente elettrica è fornita a 220V 50Hz . Negli alberghi, le prese hanno lo standard europeo e pertanto non serve quasi mai l’adattatore. Sono frequenti le interruzioni di corrente, soprattutto ad agosto quando viene fatta la manutenzione delle centrali.

Fuso orario
La differenza di fuso fra la capitale mongola e l’Italia è di più 7 ore, nella parte occidentale del Paese le ore di differenza sono 6. Quando in Italia vige l’ora legale le ore in più diventano 6 a Ulaan Baatar e 5 nella parte occidentale.

Particolarità del viaggio
La Mongolia non presenta particolari difficoltà o pericoli da segnalare. Un viaggio in questo Paese richiede tuttavia un certo spirito di avventura e di adattamento. Al di fuori di UB, non vi sono hotels; le sistemazioni sono tutte in suggestivi campi tendati, dove si pernotta in tre o quattro per tenda (la tipica ‘gher’ mongola), e dove i servizi igienici sono in comune. Nelle tende il riscaldamento è assicurato da stufe a legna. L’elettricità e l’acqua calda sono assicurate da generatori autonomi. Al di fuori di UB (dove ci sono buoni ristoranti, in cui è possibile degustare i più svariati piatti etnici e mongoli), si mangia in modo piuttosto monotono (solitamente, zuppa di verdure, insalata e carne). Le strade asfaltate si trovano solo nella capitale e nella sua immediata periferia, tutte le altre strade sono sterrate e a volte anche sconnesse. Ecco perché tutti gli spostamenti extraurbani vengono effettuati a bordo di jeep 4×4 (con autista). Naturalmente, se è piovuto molto, sarà possibile “impantanarsi”, mentre se la strada è secca, si solleverà molta polvere.