Con noi, ALLA SCOPERTA DELLA TUSCIA
Dal 4 al 9 maggio 2026 (6gg/5notti)
IN AUTOBUS DALLE VALLI DI FIEMME E FASSA

Un viaggio affascinante nel cuore dell’antica Etruria, tra borghi scolpiti nel tufo, laghi vulcanici, Necropoli millenarie, tradizioni autentiche e panorami che sembrano usciti da un dipinto. Il Tour alla Scoperta della Tuscia è un itinerario emozionante che unisce arte, archeologia, natura, enogastronomia e storia, guidando il visitatore in una terra poco conosciuta ma ricchissima di meraviglie. Per sei giorni attraverseremo tre regioni – Lazio, Toscana e un lembo dell’Umbria – alla ricerca delle testimonianze più straordinarie lasciate dagli Etruschi, dei borghi medievali più suggestivi e delle eccellenze gastronomiche locali. Un tour completo, armonioso, pensato per chi desidera scoprire luoghi autentici lontani dal turismo di massa.

I PUNTI FORTI DEL NOSTRO VIAGGIO

Giardini e fioriture

Inizieremo dal meraviglioso Centro Botanico Moutan, la più grande collezione al mondo di peonie cinesi, un parco di 15 ettari in cui natura, colori e profumi si fondono in un’atmosfera unica.

Borghi medievali scolpiti nel tufo

Vitorchiano, Marta, Bolsena, Tuscania, Pitigliano, Sovana, Sorano e Viterbo: un mosaico di vicoli, archi, torri e palazzi storici perfettamente conservati. Ogni borgo racconta una storia diversa, fatta di battaglie, famiglie nobiliari, spiritualità e tradizioni secolari.

Il Lago di Bolsena

Navigheremo sulle sue acque limpide, ammirando l’Isola Bisentina e l’Isola Martana, tra leggende, panorami suggestivi e borghi affacciati sul cratere vulcanico più grande d’Europa.

La grande civiltà etrusca

Visiteremo la Necropoli dei Monterozzi e il Museo Archeologico di Tarquinia, scrigni preziosi che custodiscono tombe affrescate, reperti rari e testimonianze di un popolo raffinato e misterioso.

Abbazie e spiritualità

L’Abbazia di San Martino al Cimino ci porterà nel cuore della vita monastica medievale, tra sale capitolari, atmosfere mistiche e racconti legati a Donna Olimpia e ai papi del Seicento.

Esperienze gastronomiche autentiche

Pranzi tipici in borghi e agriturismi, degustazioni di vini locali e ricette della tradizione etrusco-laziale e maremmana: un viaggio nei sapori che valorizza il territorio in modo genuino.

La perla finale: Civita di Bagnoregio

“La città che muore”, oggi uno dei borghi più iconici d’Italia, ci accoglierà con il suo ponte sospeso, il paesaggio dei calanchi e le sue leggende miracolose.

 

04/05/2026           VAL DI FASSA / BORGO DI VITORCHIANO / LAGO DI BOLSENA

Cena in hotel

Partenza di primo mattino dalla Val di Fassa. Soste lungo il percorso ed incontro con la guida alle ore 15.00 per la visita guidata del CENTRO BOTANICO PEONIE MOUNTAN che sorge nello splendido contesto della campagna dell’Alto Lazio ed il BORGO DI VITORCHIANO. A seguire visita guidata di Vitorchiano, paese che affonda le sue radici in epoca etrusca. Sono avvincenti le dispute che nei secoli questa cittadina affrontò contro i Viterbesi ed i Romani per la propria indipendenza, fino a quando, spontaneamente, nel Medioevo giurò solenne sottomissione a Roma. Al termine della visita, partenza per il Lago di Bolsena ed all’arrivo sistemazione nelle camere prenotate, cena e pernottamento in Hotel fronte lago. 

La più vasta collezione al mondo di peonie arboree ed erbacee cinesi che raccoglie circa 600 tra specie botaniche, varietà e ibridi naturali conosciuti, si estende in un’area di circa 15 ettari, e raccoglie circa 600 tra specie botaniche. la peonia è considerata il fiore nazionale della Cina, nella complessa simbologia artistica cinese rappresenta la primavera. la dinastia sui vi riconobbe il simbolo della prosperità e della ricchezza. l’imperatrice Yang Ti la mise sotto protezione imperiale e la trasformò in un vero e proprio oggetto di venerazione.  fu uno dei fiori più rappresentati durante le cinque dinastie, quando la pittura floreale si sviluppò in un ramo artistico distinto. appare raffigurata su antichi piatti e vasi di porcellana, ricamata su sete e su vestiti di mandarini, descritta in testi poetici. il suo culto è tanto comune, diffuso e affermato, che anche i piatti poveri di metallo hanno litografata l’immagine del grande fiore.
Il paese di VITORCHIANO sorge su uno spuntone tufaceo alla confluenza di due corsi d’acqua nel cuore della Tuscia. Le sue abitazioni sembrano un tutt’uno con lo sperone roccioso che le sostiene, tanto da essere stato soprannominato il Borgo sospeso. L’interno del borgo è molto interessante poiché ha conservato la tipica architettura medievale con le sue case in pietra “Peperino”, (tipica pietra locale che regala un colore inconfondibile al borgo) le torri, gli stretti vicoli, le piazzette e le caratteristiche scale esterne delle case a una sola rampa che si sviluppa lungo la facciata dell’edificio, i Profferli Passeggiando per le vie del borgo può capitare di vedere ricorrente l’iscrizione SPQR chiara testimonianza del legame speciale che unisce Vitorchiano alla città di Roma. Difatti nel 1201 il borgo per liberarsi dall’influenza della potente e vicina Viterbo decise di diventare feudo di Roma. Un’altra vicenda, assai più antica, unisce Vitorchiano alla città di Roma è la leggenda del giovane Marzio; la leggenda racconta di un pastorello di Vitorchiano che corse fino a Roma per avvertire il Senato di un imminente attacco etrusco. Durante il viaggio, una spina si conficcò nel suo piede, ma non si fermò: raggiunse il Campidoglio, avvisò il Senato e salvò la città, prima di morire per lo sforzo subito. In suo onore, posta in piazza Umberto I all’ingresso del borgo, troviamo una scultura in peperino. Negli anni Ottanta, si scoprì che il peperino locale è la pietra lavica più simile a quella usata per i monoliti dell’Isola di Pasqua. Undici indigeni Maori, in segno di omaggio, crearono una scultura Moai con il peperino di Vitorchiano, creando un suggestivo connubio tra culture lontane. La scultura alta 6 metri, oggi, la si può ammirare a Largo Padre Ettore Salimbeni
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05/05/2026           BORGO DEI PESCATORI DI MARTA / LAGO DI BOLSENA

Prima colazione in hotel, pranzo degustazione in cantina vinicola ,cena in hotel

Incontro con la guida e partenza in battello per la visita guidata del borgo medievale di MARTA adagiato su di un colle. Potremo ammirare la Torre dell’Orologio, fatta costruire da Papa Urbano IV nel 1260 e che domina il lago e le case in tufo, le scalinate e gli stretti vicoli che rendono unico e suggestivo questo paese. Faremo una passeggiata sulla battigia, dove sono adagiate le tipiche barche dei pescatori di lago e le reti stese al sole. L”escursione guidata in battello partirà dal molo di Capodimonte, piccolo paesino arroccato sul lago di Bolsena. Un tour panoramico con cenni storici e curiosità sui paesi che si affacciano sul lago, sull’ISOLA BISENTINA e sull’ISOLA MARTANA. Le isole, proprietà prima dei signori di Bisenzio, poi dei Farnese e dello Stato Pontificio furono per secoli contese. Alle ore 13.00 visita di una cantina vinicola con pranzo degustazione. Alle 15.00 visita di BOLSENA che è un caratteristico paese che si affaccia sul lago e le cui origini risalgono al III sec. a.C. Posta sul pendio della cinta craterica dei Monti Volsini, Bolsena è posizionata lungo la sponda nord-orientale del lago omonimo: Il lago è di origine vulcanica ed è il più grande più grande d’Europa, a 350 metri sul livello del mare. Visita guidata alla scoperta di questo borgo medievale. Cena e pernottamento in Hotel.

 

 

06/05/2026         TARQUINIA ED IL BORGO DI TUSCANIA

Prima colazione in hotel, pranzo in agriturismo, cena in hotel

Incontro con la guida e partenza per la giornata, dedicata agli Etruschi, che comincia con la visita guidata della Necropoli e del Museo Nazionale Etrusco a TARQUINIA. La Necropoli nel IX e VIII sec. a.C. era sede di tre nuclei abitativi: gli insediamenti sui Monterozzi vengono successivamente abbandonati ed il colle diventa sede del principale sepolcreto cittadino. Oggi, quasi tremila anni dopo, è possibile visitare 14 splendide tombe ricche di affreschi. La visita guidata prosegue nel centro storico di Tarquinia e all’interno del Palazzo Vitelleschi dove ha sede il Museo Archeologico Nazionale Etrusco, famoso nel mondo per la ricchezza e la varietà dei reperti vascolari unici per le forme e le decorazioni figurative. Pranzo tipico in agriturismo e nel pomeriggio visita guidata del suggestivo borgo di Tuscania e del suo Belvedere. Il popolamento di questa cittadina risale all’età del bronzo, qui ogni epoca ha lasciato le sue tracce, che oggi ci sono restituite come le pennellate di un artista in un quadro. Tra le chiese più belle vi è quella di San Pietro, scelta da Zeffirelli in “Romeo e Giulietta”. Rientro in Hotel per la cena ed il pernottamento.

LAGO DI BOLSENA è situato in provincia di Viterbo, nell’alta Tuscia, al confine fra Umbria e Lazio.  È il quinto lago più grande d’Italia ed è il più grande lago vulcanico d’Europa. Il suo bacino si è formato nel corso di vari millenni attraverso una serie di sprofondamenti del suolo provocati dall’attività vulcanica di molte bocche eruttive.  Due di queste, le ultime in attività, si sono trasformate nelle isole Martana e Bisentina, affascinanti per la loro lussureggiante vegetazione e fauna. Il lago è oggi noto anche per la sua grande pulizia. È infatti totalmente balneabile, tanto che viene chiamato affettuosamente in zona “il lago da bere”.  Toccato dalla via Cassia e prossimo al Monte Amiata, è un fervente centro turistico, dove si concentrano moltissime attività legate agli sport acquatici (pesca, windsurf, vela) ma anche al turismo culturale, eco-turismo e l’enogastronomia. Sulle sue sponde si affacciano moltissimi paesi. Primo fra tutti, Bolsena, che conferisce il nome al bacino, seguito da Montefiascone, Marta, con il suo porto, Capodimonte, conosciuto soprattutto per il parco naturale del Monte Bisenzio.
TARQUINIA è una delle più antiche città italiane con un centro storico raccolto da mura medievali e ricco di testimonianze risalenti a diverse epoche storiche. Le innumerevoli torri presenti ovunque, nelle piazze o nelle dimore di antiche e potenti famiglie, e gli eleganti edifici storici, come il Palazzo dei PrioriPalazzo Vitelleschi e il Palazzo Comunale con la Sala degli affreschi, sono i tesori di storia e cultura di Tarquinia. A questi si aggiungono i numerosi edifici religiosi come la Cattedrale di San Giovanni Battista e la Chiesa di Santa Maria in Castello. Fondata dagli Etruschi nel IX secolo a.C., la cittadina è uno dei centri più importanti di riferimento per capire a fondo la civiltà etrusca. Tarquinia, infatti, è celebre per conservare un sito archeologico di notevole importanza, la Necropoli dei Monterozzi, straordinario complesso di tombe etrusche decorate dal VI al II secolo a.C. Le raffigurazioni all’interno delle tombe mostrano in modo ben visibile la vita quotidiana, le credenze religiose e i riti funerari della civiltà etrusca. Pitture dall’immenso valore artistico e storico che sono valse alla Necropoli dei Monterozzi l’inserimento nel 2004, insieme alla Necropoli di Cerveteri, nella Lista dei Beni Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Circondata da una natura splendida, Tarquinia è anche il luogo ideale per gli amanti delle attività all’aria aperta. Qui il CAI ha realizzato un tracciato naturalistico che ripercorre le antiche strade e i siti archeologici di maggiore importanza. A questo si aggiungono una fitta rete di sentieri che offrono un emozionante viaggio a ritroso nel tempo tra boschi e paesaggi pieni di mistero. Tarquinia rivive i suoi fasti antichi durante la Giostra delle Contrade che si tiene generalmente tra maggio e giugno. Tre giorni di festeggiamenti con centinaia di figuranti e gruppi di sbandieratori, arcieri e musicisti.
 

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TUSCANIA, secondo la mitologia, sarebbe stata fondata da Ascanio, figlio di Enea, sul territorio dove furono trovati dodici cuccioli di cane (da qui il nome latino Tus-cana). Secondo un’altra leggenda, il fondatore fu Tusco, figlio di Ercole e di Araxe. Caratterizzato dalle antiche tracce della civiltà etrusca e dalle architetture medievali che lo rendono un borgo senza tempo; testimoni silenti e consunti di questo passato sono gli incredibili sarcofagi, sparsi un po’ ovunque nel borgo. Il centro storico di Tuscania è caratterizzato da costruzioni di colore marroncino-rossastro che indica i loro materiali composti dalla roccia di tufo. Passeggiando per la via dei Priori è possibile contemplare gli artigiani all’opera secondo le antiche tecniche di lavorazione di terracotta per la produzione di ceramiche, un’arte antica e tipica qui a Tuscania. Tuscania è anche famosa per i suoi meravigliosi campi di lavanda. 

07/05/2026         PITIGLIANO/SOVANA/SORANO

Prima colazione in hotel, pranzo in agriturismo, cena in hotel

Partenza al mattino per PITIGLIANO e visita guidata della cittadina. Pitigliano, è detta la piccola Gerusalemme poiché conserva tra le sue mura, la sinagoga e il ghetto, dove nei secoli passati si rifugiarono gli ebrei cacciati dai Papi, ed è uno dei gioielli della Maremma toscana. Andremo alla scoperta del borgo: La Fontana Medicea a cinque archi, l’acquedotto seicentesco che scavalca l’antico fossato con un maestoso arco in tufo, la Cattedrale e il palazzo Orsini. Pranzo in agriturismo e proseguimento nel pomeriggio con foto stop a SORANO. Il paese di Sorano è di origine medievale e si erge immerso nella natura della Maremma Toscana su un colle che domina il fiume Lente. Per secoli il paese è stato di proprietà di importanti famiglie nobiliari come gli Orsini, gli Aldobrandeschi e infine dei Medici che lo inglobarono nel Gran Ducato di Toscana. Suggestive le vie che si snodano tra le antiche costruzioni caratterizzate da antichi portoni in legno. Visita guidata di SOVANA. Il borgo è piccolo e perfettamente conservato. Come gli altri paesi limitrofi, la sua storia si caratterizza per le continue lotte per il controllo della cittadina da parte delle nobiliari famiglie del tempo. Sovana diede i natali a Ildebrando di Sovana, divenuto in seguito Papa Gregorio VII. La piazza del pretorio è il cuore del paese, dove si affacciano gran parte degli edifici monumentali come il Palazzo dell’Archivio, il Palazzo Pretorio, la loggetta del Capitano e il Palazzo Bourbon del Monte.

PITIGLIANO, situato nel cuore della Maremma Toscana è arroccato su una rupe di tufo e si erge imponente sulle valli dei torrenti Lente, Meleta e Prochio, offrendo una meravigliosa vista sulla natura selvaggia ed incontaminata di quest’area. La storia di Pitigliano ha inizio in epoca antichissima, la leggenda narra infatti che la cittadina sia stata fondata da due giovani romani Petilio e Celiano che, in fuga da Roma dopo il furto della corona d’oro di Giove, si rifugiarono nelle campagne di quest’area, fondando una prima comunità, dalla quale poi si originò la città, Oltre la leggenda, il paese di Pitigliano ha una storia ancor più antica, il territorio era già infatti abitato sin dal Neolitico, ma è con l’arrivo degli Etruschi che inizia la storia vera e propria della cittadina toscana, gli Etruschi costruirono le famose Vie Cave, antichissime vie di comunicazione scavate a mano nella roccia tufacea, utilizzate come via di comunicazione e difesa, i primi villaggi, e le meravigliose Necropoli, le Città dei Morti. Soprannominato anche La Piccola Gerusalemme, perché a partire dal XVI secolo ospitò una grande comunità ebraica tra le sue mura. Oggi Pitigliano è un vero e proprio gioiello di arte, storia e cultura, ogni angolo del suo centro storico racconta un passato ricco di storia, gli stretti vicoli, le piazzette, gli scorci panoramici.
Il BORGO DI SORANO è definito la Matera della Toscana, per la sua particolare caratteristica urbanistica di numerosi edifici rupestri scavati nel tufo. Il tufo è infatti un materiale facile da scavare e scolpire e questo ha fatto sì che, già in epoca etrusca, venissero scavate tombe e tantissimi cunicoli. Alcuni si collegavano tra loro, altri portavano al fiume giù a valle, altri alla fortezza. Le tombe con gli anni furono trasformate nelle cantine delle abitazioni che vennero costruite proprio sopra. Il paese acquisisce importanza solo nel 862 A.C. quando nasce la Contea degli Aldobrandeschi che lo trasformarono in un borgo difensivo con alte mura che, ancora oggi, racchiudono il borgo. Passò poi sotto gli Orsini che risiedevano a Pitigliano, che qui costruirono una splendida fortezza, poi ai Medici e successivamente ai Lorena. Al borgo di Sorano si può accedere tramite due porte: la Porta di Sopra, o Arco del Ferrini, e la Porta di Sotto, o Porta dei Merli.
SOVANA, paesino con meno di 500 abitanti, mantiene tutt’oggi l’aspetto di un classico borgo medievale. Sorge nel Pianetto che porta il suo stesso nome, un piccolo fondovalle che si sviluppa tra le colline dell’Albegna e del Fiora, nel cuore dell’area del Tufo sulla riva sinistra del fiume Fiora. È ubicato in una posizione relativamente remota, al di fuori dei percorsi turistici affollati; tuttavia, è molto prossimo ad alcune tra le destinazioni più famose della Toscana, come Pitigliano o le Terme di Saturnia. Le origini di Sovana (anticamente Suana) sono antichissime, e risale all’’epoca degli Etruschi, ma crebbe nel Medioevo e si espanse nel Rinascimento. Dopo secoli di decadenza e desolazione, Sovana è stata rivalutata nel XX secolo grazie all’elevato potenziale turistico e alle bellezze circostanti. Dalla sua illustre storia sono giunti fino a noi numerosi monumenti, testimoni del potere e della ricchezza degli Etruschi, della Chiesa e degli Aldobrandeschi. Il borgo è anche una delle sedi del Parco Archeologico Città del Tufo, che comprende all’interno l’antica necropoli etrusca, divisa principalmente in due settori: il primo comprende la via cava del Cavone, Poggio Felceto, Poggio Prisca e Poggio Stanziale, a nord del fosso Calesine e lungo il torrente Picciolana; il secondo comprende la via cava di San Sebastiano, la necropoli di Sopraripa e la monumentale tomba della Sirena, a sud del fosso Calesine e lungo il torrente Folonia.

08/05/2025         ABBAZIA DI SAN MARTINO AL CIMINO E LA CITTA’ DI VITERBO

Prima colazione in hotel, pranzo. cena in hotel

Dopo la colazione partenza per L’ABBAZIA DI SAN MARTINO, eretta nel XIII secolo da un gruppo di monaci cistercensi, ed in poco tempo divenne il cuore del borgo di San Martino al Cimino. In seguito, ceduta con le terre circostanti a Donna Olimpia da Papa Innocenzo X, la donna si dedicò alla ricostruzione del borgo come “città ideale”: restaurò la chiesa aggiungendo le torri e ricostruendo le strutture monastiche, ora visitabili, tra cui spiccano la sala capitolare con le magnifiche volte affrescate e lo Scriptorium, che ospita eccezionali opere sacre. Pranzo tipico viterbese. Nel pomeriggio visita di Viterbo, il centro storico della città, San Pellegrino, che è il quartiere medievale più caratteristico ed un vero gioiello di contrada duecentesca. La visita proseguirà fino ad arrivare al Palazzo dei Papi, eretto in stile gotico medievale e caratterizzato da una loggia a sette archi ogivali. Fu per un secolo residenza Pontificia. Al termine, rientro in Hotel per la cena ed il pernottamento.

BORGO DI SAN MARTINO
San Martino al Cimino, sorge sul versante sud dei Monti Cimini e da qui deriva per l’appunto il nome “al Cimino”. Furono i monaci cistercensi di Pontigny, nel XIII secolo, a gettare le prime fondamenta del borgo, edificandovi l’Abbazia di San Martino. Nei secoli successivi, il borgo conobbe una notevole espansione urbanistica, demografica ed economica grazie all’interessamento di Olimpia Maidalchini vedova del marchese Pamphilio Pamphilj e cognata di papa Innocenzo X, che si preoccupò immediatamente dell’aspetto architettonico e diede incarico al Borromini di ristrutturare non solo il borgo ma anche l’Abbazia dei cistercensi( l’ architetto fece aggiungere all’edificio due campanili che lo contraddistinguono ancora oggi).  San Martino al Cimino, inoltre, si trova lungo il percorso della storica via Francigena, antica strada percorsa dai pellegrini che dalla Francia giungevano a Roma.
VITERBO, Città dei Papi e delle Terme (Papali), situata proprio al centro della Tuscia Viterbese e conserva un centro storico d’aspetto medievale fra i più integri in Italia, ricchissimo di valenze storiche, artistiche e architettoniche. La sua posizione strategica ha favorito, nel corso degli anni, un aumento costante del flusso turistico. La fondazione della città di Viterbo si può far risalire all’Alto Medioevo quando un primo nucleo abitato crebbe intorno ad un “castrum” (accampamento fortificato) di origine longobarda, nei pressi del Colle San Lorenzo nel 773.L’attrazione principale di Viterbo è senza dubbio il centro storico, dove si possono ammirare monumenti di grande rilevanza architettonica e artistica. Inoltre, pochi sanno che sotto al centro sono presenti numerose gallerie sotterranee scavate nel tufo, che mettono in comunicazione gran parte degli edifici del centro storico, creando una rete di cunicoli e camminamenti, talvolta parzialmente sommersi. Oggi sono utilizzate come cantine e sono per lo più private, mentre durante la Seconda Guerra Mondiale vennero utilizzati come rifugi durante i raid aerei.  Suggestivi sono gli scorci tipicamente medievali, dove, sembra di tornare indietro nel tempo.

09/05/2026         CIVITA DI BAGNOREGIO / RIENTRO NELLE VALLI FIEMME E FASSA

Prima colazione in hotel, pranzo in ristorante

All’arrivo a Bagnoregio, trasferimento con la navetta da Piazzale Battaglini al Belvedere di Civita ed inizio della visita guidata. Questo suggestivo borgo che per secoli è stato chiamato dai poeti “La città che muore” per via dei lenti franamenti delle pareti di tufo del “cucuzzolo” sul quale poggia. La cittadina, oggi immersa nella favolosa cornice dei calanchi, custodisce gelosamente, come uno scrigno, culture, tradizioni secolari e magici scorci di un antico panorama. Teatro di accadimenti religiosi, si racconta che San Francesco d’Assisi guarì con un miracolo il piccolo Giovanni Fidanza (S. Bonaventura) all’interno di una grotta, da cui successivamente prese il suo nome. Pranzo in ristorante tipico e nel primo pomeriggio partenza per il rientro in Val di Fassa e Fiemme.

 

CIVITA DI BAGNOREGIO, fa parte dei borghi più belli d’Italia  fondato 2500 anni fa dagli Etruschi . Situata  nella valle dei calanchi, tra il lago di Bolsena a ovest e la valle del Tevere a est. In passato, all’antico abitato di Civita si accedeva mediante cinque porte, mentre oggi rimane la porta di Santa Maria (o della Cava), che rappresenta l’accesso principale. La struttura urbanistica dell’abitato è di origine etrusca, costituita da cardi e decumani secondo l’uso etrusco e poi romano, mentre l’intero rivestimento architettonico risulta medioevale e rinascimentale. Abitata da sole dieci persone (al 2025) e situata in posizione isolata, Civita è raggiungibile solo attraverso un ponte pedonale in cemento armato costruito nel 1965. Il ponte può essere percorso soltanto a piedi, ma il comune di Bagnoregio, venendo incontro alle esigenze di chi vive o lavora in questo luogo, ha permesso ai residenti e persone autorizzate di attraversare il ponte in determinati orari a bordo di cicli e motocicli. Soprannominata la “città che muore” a causa dell’isolamento in quanto poggia su uno sperone di tufo che, a causa di una costante erosione, rischiava in passato di far scomparire lentamente la città. Per fortuna però, grazie alle importanti opere di sostegno alla rupe dove sorge il borgo, Civita di Bagnoregio sta lentamente lasciando alle spalle i suoi trascorsi da “borgo fantasma”, tornando pian piano a vivere.